Tartufai Lariani

" Tratto dal Propagatore del 1827 Ricerca de tartufi coi porci cani barboni et insetti" .


 

Non presentandosi i tartufi alla superficie del
suolo , la loro ricerca esige una attenzione
tutta propria , ed una certa quale abitudine ;
trovansi dessi d' ordinario nei terreni leggieri ,
umidi ed ombrosi, o d' argilla con sabbia, o
ferruginosa, nei boschi di quercia, nei casta-
gneti (1); il terreno, che li nasconde offre delle
fessure , e qualche volta piccole prominenze nella
sua superficie; qualora si batta, manda un sordo
rumore ; questo indicio di rado inganna sulla
loro presenza; un Più certo indizio però è
I' odore particolare, che esalano, il quale si
sentire assai lontano, odore, il qual e non
solo all' uomo è sensibile, ma molto ben anco
ai porci, i quali vanno in cerca avidamente dei
tartufi, e l' uomo ne ha saputo trarre partito
per procurarseli.
Ecco in qual modo ciò si suole prati-
care : si conducono questi animali nei siti in
cui sospettasi l' esistenza dei tartufi; quando

(I) Quanto qui dice l' Autore rapporto alla qualità del
terreno , in cui i tartufi allignano , nel che è pur d'accordo
il Sig. Borholz , sarà applicabile alla Francia ; ma quanto
all' Italia, e distintamente al nostro Piemonte pare non
potere affermarsi che le umide foreste siano un terreno
propizio alla produzione del tartufo, mentre appo noi
sembra che prediligano i luoghi asciutti

 

 


 

Si conosce che scavan la terra più particolar-
mente in un dato luogo, si scacciano, e con una
piccola vanga si involano alla loro ghiottoneria ;
siccome con questi animali fa d' uopo una grande
attenzione, perchè facilmente divorano i tuber-
coli, prima che abbiasi il tempo di correre a
scacciarli, e qualche volta disputano coll' uomo
la preda , si sogliono invece addestrare i cani
barboni a questa sorta di caccia. Di rado que-
sti animali dimostrano gusto per i tartufi, tut-
tavia mediante qualche attenzione si arriva ad
accostumarli al loro uso: quando con piacere
cotti o crudi abbiano una volta mangiati si
possono condurre alla loro ricerca ; col cane
, riesce dessa più facilé, e si pratica come col
porco ; appena vedesi I' animale grattar colle
zampe il terreno, si allontana, e con piccola
zappa si leva il tartufi , e per non scoraggiarlo
gli si danno i piccoli da mangiare.
V'ha un insetto, che può anche servire per
la scoperta dei tartufi; è questo una specie del
genere longipede (i), Tipula, la cui larva si nu-
trisce della loro sostanza. Questi animali sia
che sortano dallo state di larva, sia che vo-

(I)Autore non indica quale di questo genere ella
sia ; Linnea ne conta 124 specie;hanvene alcune, che
vivono perfino nelle acque solforose, mentre altre s' in-
nalzano giusta le osservazioni di Deluc a 1560 tese al dis-
sopra del livello del mare. Noi abbiamo seguito la deno-
minazione italiana del Prof. Pino.


 

gliano deporre le uova nei tartufi, stanno conti-
nuamente nelle loro vicinanze. Sul finire del-
l' autunno , 'quando i tubercoli Sono maturi, al
mattino se il tempo sia sereno, vedonsi bar-
collare in colonne nell' aria, ed allora si può
essere certi che, frugando al disotto di loro, si'
scopriranno i tartufi.
Trovansi questi esseri criptogamici alla pro-
fonditi di quattro, o sei pollici ( m. 0,009 a
m. 0,015) e talvolta alla superficie del terreno,
da cui una forza elastica sembra farli sortire.
Non venendo tutti alla stessa epoca, se ne
fanno più raccolte; la prima è in agosto, la se-
conda in ottobre, l'ultima in gennaio; le pre-
coci sono le più stimate, e si chiamano agostane.

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