Tartufai Lariani

Il tartufo pare fosse conosciuto già dagli antichi: Sumeri, Babilonesi, Egizi, che sembra consumassero i “tartufi delle sabbie” (appartenenti ai generi Terfezia e Tirmania).

Successivamente nell’antica Grecia è identificato col nome di hydnon (da cui deriva il nome idnologia, ossia la scienza che si occupa dei tartufi).

Per i latini è il Terrae tuber (o tufer) ossia “escrescenza della terra”.

Nel Medioevo, la somiglianza del tartufo è identificata col tufo, tanto da acquisire in seguito il nome terra tufide oppure tartùfola, trìfula, tréffla, trìfola. Mentre in altri paesi europei prende il nome, ad esempio, di truffe in Francia, trüffel in Germania, truffle in Inghilterra.


Citato nella Storia delle piante di Teofrasto di Ereso  nel IV secolo a.C. come “privo di radici e che ha origine dalla combinazione della pioggia e del tuono”.

Plutarco  il tuber nasce dall' azione combinata di acqua, calore e fulmini e così similmente per Giovenale : "frutto di un fulmine scagliato da Giove in prossimità di una quercia".

Uno tra i primi documenti sul consumo dei tartufi lo si deve ad Ambrogio, vescovo di Milano, che nel IV sec. d.c. ringrazia il vescovo di Como, Felice, per il dono dei tartufi del Lago di Como, così di buona qualità e di grosse dimensioni.

Nel Rinascimento il tartufo non manca mai a nessun banchetto che si rispetti, e così nel Settecento il tartufo piemontese ha un certo successo nelle varie corti, tanto da diventare un divertimento di palazzo con vere e proprie battute di raccolta, e da qui anche l’utilizzo del cane per la cerca. I

 ll Conte Camillo Benso di Cavour lo utilizza come mezzo di scambio diplomatico e il buongustaio

  Gioacchino Rossini lo considera “il Mozart dei funghi”.

Nel XIX secolo si pensa al tartufo come il frutto di un complesso processo, ossia la solidificazione di un umore viscoso fuoriuscito dalle ferite della deposizione delle uova di una particolare mosca sulle radici di quercia ed altre piante.

La svolta storica avviene con la monografia del 1831 ad opera di Carlo Vittadini , che inizia effettivamente a studiare sistematicamente e scientificamente il tartufo in epoca moderna.

Questo excursus storico incuriosisce e chiarisce come a tutt’ oggi, nonostante la conoscenza acquisita del tartufo e della sua origine, possa ancora esserci un alone di mistero intorno a questo inconsueto frutto della terra.

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